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CANTO GREGORIANO: (Trascritto del sito www.chiesa.espressonline.it , con la permissione di Sandro Magister, a chi ringraziamo).Il priore del monastero romano di papa Gregorio Magno arricchisce con nuovi particolari il racconto del disastro musicale del dopoconcilio. Col Vaticano che ancor oggi non fa nulla per rimediare di Sandro Magister ROMA – Il 22 novembre, festa di santa Cecilia patrona
della musica, Giovanni Paolo II ha ascoltato un concerto in proprio onore. E
l’indomani, all’Angelus della domenica mezzogiorno, ha rivolto un saluto
speciale ai Wiener Philharmoniker, giunti a Roma a eseguire per lui “La
Creazione” di Franz Joseph Haydn nella basilica di San Paolo fuori le Mura. di Guido Innocenzo Gargano [...] L’adozione della lingua volgare nella celebrazione dell’ufficio divino arrivò nella comunità come una bomba esplosiva. L’ufficio divino, cantato in lingua volgare, significava rottura irreparabile con una delle tradizioni più sacre custodite per secoli dall’intero monachesimo latino occidentale: il canto gregoriano. [...] Il tutto fu innescato nella comunità camaldolese dal dibattito accesissimo nell’aula conciliare, fra difensori del latino e fautori del volgare. [...] I monaci più giovani non solo avevano parteggiato ovviamente per l’introduzione della lingua italiana della liturgia, ma erano anche impazienti al punto da non voler aspettare che le novità già approvate nell’aula conciliare ricevessero conferma con la pubblicazione ufficiale. Una volta riconosciuta l’assurdità del latino, bisognava cambiare! [...] I giovani cominciarono a sentirsi autorizzati a fare i propri esperimenti in soffitta come i carbonari. Infatti non si trattava solo di tradurre la preghiera liturgica dalla lingua latina all’italiano, ma anche di tentare strade diverse sul piano musicale. E data l’intima connessione del latino col canto gregoriano, i giovani decisero, senza interpellare nessuno, che doveva essere messo da parte, almeno per il momento, anche il sublime canto gregoriano. Nella soffitta della chiesa di San Gregorio al Celio si installò presto, dunque, all’insaputa dei superiori, una vera e propria orchestra fatta di strumenti impropri, ma sufficientemente adatti all’impresa cercata. Dopo prove e riprove, tra arrabbiature a non finire con maestri di cappella del tutto improvvisati, si decise che, nella domenica di quinquagesima, il gruppo fosse sufficientemente maturo per venire allo scoperto in una celebrazione liturgica semiufficiale completa di chitarre, di tamburi e di canti inediti prodotti in italiano. Il luogo prescelto fu la cappella Salviati, che è situata alla sinistra della chiesa. il celebrante sarebbe stato un prete, studente dell’Istituto Liturgico Anselmianum, ospite dell’attiguo Hospitium Gregorianum. Tutto si svolse con la massima serietà e la soddisfazione di tutti. Nessuno però fece caso che proprio in quella domenica era capitato, durante la celebrazione, un signore in visita turistica alla cappella, che poi se ne era andato esterrefatto. Quell’estraneo corse difilato in vicariato e denunziò lo scandalo. Si mosse il cardinale [Angelo] Dell’Acqua, a quei tempi vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma. I fulmini caddero a ciel sereno sull’ignaro [priore generale] p. Benedetto [Calati], che venne a sapere nello stesso istante cosa avevano combinato i suoi giovani monaci e la gravità delle conseguenze paventate. Tutto concitato, p. Benedetto convocò il capitolo conventuale. [...] I monaci ascoltarono la reprimenda in silenzio, con gli occhi bassi, ma niente affatto convinti di aver commesso chissà quale misfatto. E quando p. Benedetto costrinse uno per uno tutti a prender posizione pubblica sul crimine commesso, sobbalzò sulla sedia nel constatare la determinazione, di tutti e di ciascuno, a difendere il gruppo degli “scapigliati” – si chiamavano così in segreto quei birbanti – insinuando la paura delle noie che inchiodavano invece i superiori alle poltrone, impedendo loro di percorrere la via già chiaramente segnata dai bellissimi dibattiti delle assemblee conciliari. A questo punto p. Benedetto piantò tutti in asso e si fiondò in cella. Rimanemmo tutti di sasso. Imbarazzati. In silenzio. A tarda sera, non vedendolo a tavola, né alla celebrazione di compieta, spedirono me in avanscoperta per cercare una mediazione possibile. La risposta fu talmente “altra” che non parve vera. “Bene”, aveva risposto p. Benedetto, “faremo tutto come avete detto. Da domani celebreremo la messa e l’intero ufficio in italiano”. Dalle parole ai fatti. Qualcuno si scoprì all’improvviso poeta, qualcun altro traduttore, e tutti divennero finissimi intenditori di canti e di spartiti. P. Benedetto, da parte sua, volle dare a tutti grande dimostrazione di coraggio permettendo di spostare l’altare e costruirne uno nuovo, rivolto verso il popolo. Ormai il dado era tratto. [...] [Da Guido Innocenzo Gargano, “Camaldolesi nella spiritualità italiana del Novecento - II”, Edizioni Dehoniane, Bologna, 2001, pagine 112-115] __________ Il motu proprio “Inter Sollicitudines” emesso da san Pio X il 22 novembre 1903, in traduzione italiana: > "Inter Sollicitudines" __________ La costituzione liturgica “Sacrosanctum Concilium” del Concilio Vaticano II, emessa nel 1963, il cui sesto capitolo è dedicato alla musica sacra: > "Sacrosanctum Concilium" __________ In questo sito, sullo stato attuale della musica sacra e sulle attese di riforma: > Musica liturgica. “Ecco la riforma di cui la Chiesa ha bisogno” (6.8.2003) __________ Altre pagine su questo tema: > Grande musica nelle chiese. Perché la Chiesa la ascolti (12.11.2003) > Nuove liturgie. A monsignor Marini non piace la tv (21.7.2003) > Grande musica sacra a Milano. I seicento anni della Cappella del Duomo (28.5.2003) > Musica polifonica e gregoriano. L’ultimo bastione è a Santa Maria Maggiore (20.5.2003) > Caso Bartolucci. Maestro, qua si cambia musica (3.6.2002) > La protesta di Ratzinger: “Questa messa è uno spettacolo” (1.3.2001) __________ Vai alla home page di > www.chiesa.espressonline.it, con i lanci degli ultimi articoli e i link alle pagine di servizio. L’indirizzo è > s.magister@espressoedit.it Sandro Magister cura anche un blog quotidiano, sempre sulla Chiesa, con
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