Montfort

Cartas


"Maurice Zundel: un ereje escandaloso y descarado"
Reazione dell'Italia a l'articulo

NOTA: pagina rifatta nel 08/07/02, atendendo alla riquiesta dal segretario del Vescocovo italiano, cui scritti ( del 02/06/02), avevammo publicato, e che nel 04/07/02 ci ha domandato da considerarli come "privati", cosa che lui non aveva fatto prima.
Lamentiamo che abiamo publicato precedentemente il nome del Vescovo e della sua città.
Così, considerando la riquiesta del segretario del vescovo italiano, in questa versione il teologo è indicato come X, e la città del Vescovo come Y.

1 – E-mail del Vescovo Ausiliare di Y (02 Giugno 2002)
2 – Parere del Teologo, aggiunto al e-mail del Vescovo
3 – Risposta del sito Montfort (E-mail di Marcelo Fedeli) al Vescovo Ausiliare di Y (10/06/02)
4 – Aggiunto al e-mail sopra: Risposta del autore del articolo "Pe. M. Zundel:...", sù il parere del teologo

Dopo aver publicato questo studio in portoghese ed in spagnuolo, abiamo ricevuto d’Italia (nel 02/06/02), la critica di un teologo, che firmò il suo parere semplicemente con le tre iniziali del suo nome X.
Non avevamo la minima intenzioni di tradurre nostro articolo in italiano, perché non abiamo mai studiato questo idioma, del quale abiamo una conoscenza soltanto familiare, non al livello necessario per un lavoro più serio.
Nonostante, per amore alla fede cattolica, abiamo osato fare una povera traduzione italiana di questo lavoro sul pensiero di Zundel e la Eucaristia, per facilitare agli italiani la conoscenza della dottrina zundeliana.

 

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1 – E-mail del Vescovo Ausiliare di Y (02 Giugno 2002).

---- Original Message -----
From: XXX
To: Marcelo Fedeli
Sent: Sunday, June 02, 2002 10:45 AM
Subject: In risposta alla sua del 26 aprile 2002

Il Vescovo ausiliare di Y

Egregio Signor Marcelo Fedeli
Spett. "Associaciao Cultural Monfort"

Dopo aver ricevuto il plico inviatomi il 26 aprile 2002, mi sono premurato di far leggere l'articolo a un esperto di teologia e conoscitore di P. M. Zundel.

Vi faccio avere la scheda da lui preparata, con l'invito a una lettura più serena delle opere del suddetto autore.

Il Signore benedica ogni sforzo di chi cerca la verità nella carità.

Cordiali saluti.

Y, 17 maggio 2002

 

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2 – Parere del Teologo, aggiunto al e-mail del Vescovo.

Ecc.za Rev.ma

Ho preso in esame il plico con la versione portoghese originale e quella spagnola dell'articolo di Orlando Fedeli (Cadernos Monfort), Maurice Zundel: "Um herege escandaloso e descarado", che si riferisce a diverse opere di tale abbè, talune già tradote in italiano, altre, come "Un autre regard sur l'Eucharistie", nel francese originale.

Come qui si rileva, accentuando lo stupore e lo sconcerto, si tratterebbe secondo l'autore del saggio, del fatto che un "eretico scandaloso e sfrontato", come egli lo qualifica, sia stato amico dalla giovinezza di Giovanni Battista Montini. poi papa Paolo VI, e ne sia stato chiamato a predicare un "ritiro" al Pontefice e alla Curia Romana.

Dobbiamo dire loro con sincerità e risolutezza che non condividiamo affatto i giudizi denigratori su Zundel, che ci sembrano determinati da una pregiudiziale negativa per la quale affermazioni e considerazioni di carattere spirituale e a tratti mistico sono interpretate sempre nel senso deteriore, eretico o quasi eterodosso, mentre potrebbero ottimamente produrre un significato accettabile, e anzi spesso edificante, se non fossero, come qui talora avviene, estrapolate dal contesto e soprattutto colte nel loro intento e nel genere letterario che loro compere e l’autore che scrive da fedele "scandalizzato" e professa di non esser teologo, anche se conosce San Tommaso d’Aquino, cita per esempio la frase di Zundel, I1 volto di Dio nel quotidiano, riferita all'Eucaristia è "Si tratta di una trasformazione di noi stessi in Cristo", come se fosse eretica, ma non sa che fu sant'Agostino ad asserire che, contrariamente a quel che avviene per altri cibi, non siamo noi a trasformare Cristo nel nostro corpo, ma è Lui a trasformarci in sé, in particolare facendo di noi Comunità, il Corpo mistico...

In generale lo scritto ci pare un esercizio cavilloso di logica male spesa, con il presupposto di una concezione "carnale", nel senso di materialistica, dei Sacramenti, della Liturgia, in genere delle verità di fede.

Quanto poi alle accuse a Polo VI, che evidentemente nascono da un ripudio globale del Concilio Vaticano Il e della sua attuazione pratica voluta da quel Pontefice, le respingiamo in blocco.

In particolare, conosce l'autore l'enciclica di Paolo VI, Mvsterium fidei, sull'Eucaristia, e precisamente le puntualizzazioni sulla transustanziazione tenuta ferma contro alcune proposte di transgnificazione e transfinalizzazione?

Tutta la spiritualità personale, oltre che i pronunciamenti autoritativi magisteriali, di Paolo VI, è una smentita continua delle insinuazioni di Orlando Fedeli.

Egli poi, a suffragare le sue tesi, fa riferimento anche. a espressioni o gesti di irriverenza, che giudica segni di mancanza di fede, da parte di sacerdoti brasiliani; ovviamente, si tratta di responsabilità individuali, eventualmente, che non implicano una "colpevolezza" delle dottrine conciliari in quei casi distorte o indebitamente ridotte.

Senza volere detrarre in nulla all’intenzione dell’Autore e dell’Associazione, quelle di esercitare una sollecita vigilanza sull’ortodossia e sull’ortoprassi nella Chiesa, li esortiamo comunque a superare talune ipersensibilità d'attaccamento tradizionalistico, più che di amore illuminato alla vera tradizione, e a munire le proprie argomentazioni e condanne di un più consistente approfondimento teologico.

X

 

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3 – Risposta del sito Montfort (E-mail di Marcelo Fedeli) al Vescovo Ausiliare di Y (10/06/02)

----- Original Message -----
From: Marcelo Fedeli
To: XXX
Sent: Monday, June 10, 2002 10:16 AM
Subject: Re: In risposta alla sua del 2 /6/ 2002

Eccza. Revma. Vescovo Ausiliare di Y

Vi ringrazio della Vostra gentilezza di scrivirmi e, in più, del Vostro interesse sù l'articolo "Padre Maurice Zundel: un ereje escadaloso y descarado", chiedendo al Vostro teologo () di esaminarlo di forma critica. Questo dimostra la preoccupazione d'un vero pastore con la dottrina della Chiesa per il bene delle anime delle Vostre peccore.

Se mi riferisco a V. Eccza senza nominarlo è per il fatto che, certamente per un sbaglio di digitazione, V. Eccza. e il Vostro teologo non avete messo i Vostri nomi nelle lettere che ci avette scritto.

Con alegria ed interesse mi misi a legere la critica del teologo . Con alegria, perche l’articolo era sommesso ad una autorità della materia, e, con interesse, perche d’ un teologo si spera un’annalise oggetiva, chiara e profonda.

Ma, si V. Eccza. mi permete, e con tutto il rispeto dovuto ad un teologo, che, penso, sia anche prête, mi sono profondamente diluso.

La materia, Eccza., è grave e l’articolo la trata così, con più di 60 (sessanta) citazione di 5 (cinque) libri del prete Zundel, confrontandole con diversi doccumenti ufficiali del magistero extraordinario della Santa Romana Chiesa.

Eccza., comme ho detto, con tutto il rispeto al Vostro teologo, la sua critica è solo una negativa soggetiva e generale del articolo, non indicando mai, oggetivamente, dove e perche ci sono degli errore o debolezza nel articolo in questione, com prove che potrebbero sustentare il suo parere.

Come la critica si riferiva anche alla personna del autore del articolo, mi permisi di rimeterla a lui, di cui aggiungo la risposta.

Eccza. Revma., vi ringrazio un’altra volta della vostra solicitudine e, inginochiandomi e bacciando il vostro annelo di Pastore, Vi chiedo di pregare per me, per noi della Montfort, come noitutti preghiamo per tutta la Santa Chiesa di Gesù Cristo, che doppo due milla anni tutti i giorni ripete le parole del sua divino fondatore: "Hoc est enim corpus meum"...

Con la Vostra benedizione

In corde Iesu semper

Marcelo Fedeli

Aggiunto: Risposta di Orlando Fedeli (autore dell'articulo "Pe. Maurice Zundel: un ereje escandaloso y descarado") 5 pagine.

 

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4 – Aggiunto al e-mail sopra: Risposta di Orlando Fedeli, autore del articolo "Pe. M. Zundel:...", sù il parere del teologo, consultore del Vescovo Ausiliare di Y.

Carissimo Marcelo,

salve Maria !

Perdonami se ti scrivo in italiano, sicuramente con tanti errori di grammatica e di ortografia. Ma mi sembra conveniente di farlo nella lingua della nonna, afinchè le personne che ti hanno scritto possono comprendere meglio che se scrivesse in portoghese.

Ti ringrazio di m'aver communicatto il comentário crítico del teólogo della Diocese di Y, al mio articulo sopra Zundel e l' Eucaristia. Anche se lui non há firmato il suo parere teologico, ti richiedo che lo ringrazii per i suoi consigli, e la gentilezza di leggere il mio lavoro. Tu gli puoi dire che avró in conta la sua raccomandazione di fare delle citazioni della Encíclica Mysterium Fidei di Paolo VI. Ho trovato questa racomandazione così oportuna, che penso inserire subito, delle citazioni della Mysterium Fidei nel lavoro, specialmente quelle che vanno chiarissimamente contro la dottrina di Zundel.

Davero, no ci avevo pensato a questa encíclica, tanto importante, e che conferma le condannazzioni delle eresie di Zundel. L'avevo dimenticata, certo, - e mi rincresce d'averla scordata -- perché il clero progressista, non soltanto ha messo in oblio l' insegnanze di Paulo VI in questa enciclica, quanto ha abbandonatto gli ordinamenti detterminatti dal Pontefice, in questo documento. Io stesso non mi ramentavo più -- per questo motivo -- di tante cose eccelenti che Papa Montini aveva scritto in questa enciclica, che sembreva seppelita per sempre dal clero modernista. Dicca, dunque che lo ringrazio, e che faró degli citazzioni della Mysterium Fidei, confirmando l'eresie di Zundel. Comunque, mi pare che è molto più grave non seguire la dottrina sull' Eucaristia, insegnata per la Chiesa e ripettutta da Paulo VI, e non ubidire a tutto quelo che il Papa Paolo VI há commandato di fare, che soltanto di scordarsi di citare questa enciclica.

Ti chiedo di spiegare al teologo X - peccato che lui non ha firmato il suo commentario -- che ho fatto una critica a Paolo VI, per il fato che Lui h'a invitato Zundel per pregare in Vaticano, e che non lo h'a punito per i suoi errori. Quelle che Paolo VI insegnò nella Mysterium Fidei è eccellente. Ma non basta insegnare il vero. É necessario condannare gli errori. E Zundel há scritto delle cose exatamente al contrario a l‘insegnamento della Mysterium Fidei.

Devo anche dir gli che non ho denigritto Zundel. I miei commenti sono fondamentatti nelle sue parole, citando largamente i suoi libri.

Il Teologo D.G. C. pretende che Zundel há detto delle cose in senso mistico, quando Zundel nega la transubstanziazione.

Devo anche ripudiare la sua affermativa che io ho "strapolato dal contexto": le frasi di Zundel. Questo non è vero. Zundel ripete sempre le stesse eresie nelle sue opere. Il teologo dovrebbe aver citato degli esempi di strapolazione, però non ha fato cosi. Si è limitato ad acusarmi senza dare le prove.

Il teologo D.G. C. dice ancora che, delle frasi di Zundel che io avrei strapolato del contexto, "potrebbero ottimamente produrre un significato accettabile, e anzi spesso edificante".

Mi stupisce questo commentario che va contro quello che ha raccomandato lo stesso Paolo VI..

Paolo VI nella enciclica Mysterium Fidei, che il teologo mi raccomanda di leggere, di ricordare, e di citare, dice esattamente che i teologhi devonno mantenere un linguaggio chiaro, per non causare sacandalo.

"Salva l 'integritá della fede, è necessario anche serbare un esatto modo di parlare, affinchè usando parole incontrolatte non ci vengano in mente, che Dio non permetta, false opinioni riguardo alla fede dei più alti misteri. Torna a proposito il grave monito di S. Agostino quando considera il diverso modo di parlare dei filosofi e del cristiano. "I filosofi, egli dice, parlano liberamente seza timore di offendere orecchi religiosi in cose molto dificili a capirsi. Noi invece dobbiamo parlare secondo una regola determinata, per evitare che la libertà di linguaggio ingeneri qualche opinione empia anche intorno al significato delle parole".

"La norma di parlare dunque, che la Chiesa com lungo secolare lavoro, non senza l'aiuto dello Spito Santo, ha stabilito, confernandola com l'autorità dei concilii, norma che spesso è diventata la tessera e il vessilo della ortodossia della fede, dev'essere religiosamente osservata, nè alcuno, secondo il suo arbitrio o col pretesto di nuova scienza, presuma di cambiarla. Chi mai potrebbe tollerare che le formule dogmatiche usate dai concilii ecumenici per i misteri della SS. Trinità e dell'Incarnazione siano giudicate non più adatte agli uomini del nostro tempo ed altre siano ad esse temerariamente surrogate? Allo stesso modo, non si può tollerare che un privato qualunque possa attentare di proprio arbitrio alle formule com cui il Concilio Tridentino ha proposto a credere il mistero eucaristico. Poichè quelle formule, come le altre di cui la Chiesa si serve per enunciare i dogmi di fede esprimono concetti che non sono legati a una certa forma di cultura, non a una determinata fase di progresso scientifico, non all 'una o all'altra scuola teologica, ma presentano ciò che l 'umana mente percepice della realtà nell'universale e necessaria esperienza: e però tali formule sono intelligibili per gli uomini di tutti tempi e di tutti i luoghi."(Paolo VI, Mysterium Fidei, n 0 . Il grossetto è di mia responsabilità).

Dunque, Zundel non ha ubidito a questo insegnamento di suo amico Paolo VI, ed ha adoperatto un linguaggio equivoco e scandaloso. Mi perdoni il teologo di Y, ma, più che criticare a me, lui dovrebbe aver criticato e condanato l'eresie di Zundel.

Lui dice al suo Vescovo che certe frasi di Zundel possono avere un senso acetabile. Ma quando una frase di un teologo há un primo senso eretico, ed un altro, possibilmente buono, la frase ha odore d'eresia, e dev'essere condanatta. Il teologo non ha diritto di esprimerssi d'un modo equivoco.

E Zundel non è soltanto equivoco nel parlare: lui è chiaramente eretico.

Ringrazio, dunque, il teologo di Y che mi racomandò di rileggere la Mysterium Fidei, mi ha dato la possibilità di prendere Zundel in nuovo fallo: quello di disubidire la dottrina di suo amico Paolo VI.

E dopo, mi causa una triste sorpresa il leggere queste parole del teologo di Y, per diffendere Zundel :

"(...) fu sant'Agostino ad asserire che, contrariamente a quel che avviene per altri cibi, non siamo noi a trasformare Cristo nel nostro corpo, ma è Lui a trasformarci in sé, in particolare facendo di noi Comunità, il Corpo mistico..."

Sorpreso perchè il teologo di Y confonde le cose:

Zundel parla di una transustanziazione di noi e del Cosmos in Cristo, in un modo ontologico, che lo fa chiaramente un panteista, o un gnostico, intanto che Santo Agostino parla di nostra trasformazione mística, al fare la communione. Mai Santo Agostino non ha detto, o nemeno pensato, che, con le parole della consacrazione alla Messa, eravamo tutti, e tutta l' umanità, e anche il cosmos, trasformati ontologicamente nel corpo di Cristo.

Anch' ío devo dire "con sincerità e risolutezza" che non acceto "affatto i giudizi denigratori" che il teologo di Y esprime sulla mia persona, quando scrive al suo Vescovo:" In generale lo scritto ci pare un esercizio cavilloso di logica male spesa, con il presupposto di una concezione "carnale", nel senso di materialistica, dei Sacramenti, della Liturgia, in genere delle verità di fede".

Questo è un giudizio assurdo che lui fa di me.

Cosa signfica per lui "una concezzione "carnale" nel senso di materialistica" dei sacramenti"? Come può concludere soalmente di un "plico' questa conclusione assurda sopra il mio pensiero ?

E come , lui che è così arguto, non ha visto le multiple scandalose eresie di Zundel ? Nelle eresie di Zundel , lui cerca un senso mistico buono...

Mi pare che il teologo di Y usi di doppio peso nel giudicare.

Questi suoi giudizi li "respingiamo in blocco".

Il teologo a due pesi, mi domanda:

"In particolare, conosce l'autore l'enciclica di Paolo VI, Mvsterium fidei, sull'Eucaristia, e precisamente le puntualizzazioni sulla transustanziazione tenuta ferma contro alcune proposte di transgnificazione e transfinalizzazione?"

Si, io le conosco, si. E Zundel doveva anche lui conoscerle.

Ma non ne faceva caso.

Vedi tu, crissimo Marcelo, como le parole di Paolo VI nella Mysterium Fidei sembrano indirizzate a Zundel:

"Tuttavia, fratelli venerabili, non mancano, proprio nella materia che ora trattiamo, motivi di grave sollecitudine pastorale e di ansietà, dei quali la coscienza del nostro dovere apostolico non ci permette di tacere. Ben sappiamo infatti che tra quelli che parlano e scrivono di questo sacrosanto mistero ci sono alcuni che circa le messe private, il dogma della transustanziazione e il culto eucaristico, divulgano certe opinioni che turbano l’animo dei fedeli ingerendovi non poca confusione intorno alle verità di fede, come se a chiunque fosse lecito porre in oblio la dottrina già definita dalla chiesa, oppure interpretarla in maniera che il genuino significato delle parole o la riconosciuta forza dei concetti ne restino snervati. Non è infatti lecito, tanto per portare un esempio, esaltare la messa così detta "comunitaria" in modo da togliere importanza alla messa privata; né insistere sulla ragione di segno sacramentale come se il simbolismo, che tutti certamente ammettono nella ss. eucaristia, esprimesse esaurientemente il modo della presenza di Cristo in questo sacramento; o anche discutere del mistero della transustanziazione senza far cenno della mirabile conversione di tutta la sostanza del pane nel corpo e di tutta la sostanza del vino nel sangue di Cristo, conversione di cui parla il Concilio di Trento, in modo che essi si limitino soltanto alla "transignificazione" e "transfinalizzazione" come dicono; o finalmente proporre e mettere in uso l’opinione secondo la quale nelle ostie consacrate e rimaste dopo la celebrazione del sacrificio della messa nostro Signore Gesù Cristo non sarebbe più presente".( Paolo VI, Mysterium Fidei, n0 . Il grossetto è mio).

Io credo che sia lui -- il teologo di Y -- che si è scordato che Zundel ataccava il culto eucarístico como idolatrico, e il dogma della transustanziazione di un modo sfrontato.

Gli sarebbe suficiente comparare le citazioni di Zundel nel mio "plico" con la Mysterium Fidei per constatare che Zundel se ne fischia di questa enciclica di Paolo VI, come di tutto quello che la Chiesa semper há insegnato sopra l 'Eucaristia.

Il teologo X. dice ancora:

"Tutta la spiritualità personale, oltre che i pronunciamenti autoritativi magisteriali, di Paolo VI, è una smentita continua delle insinuazioni di Orlando Fedeli."

No ho fatto delle insinuazioni: ho parlato chiaro. Forse un po troppo chiaro per certe orecchie moderne.

Zundel condamna una concezzione materialista che si sarebbe svolta in torno al culto eucaristico rendendolo idolatrico.

Concorderebbe il nostro teologo che questo sia vero? Acceta lui la tesi, difesa da Zundel, che la Chiesa ha permesso un culto materialistico e idolatrico della Ostia Santa?

E le irreverenze contro l 'Eucaristia non sono fatte soltanto nelle chiese di Sud America, ma anche -- e molte-- in Europa, e spesso anche in Italia. E se lui nega che queste irreverenze siano state frutto del così detto "spirito del concilio", penserei che lui non è teologo a Y, ma forse nel pianetta...Netuno.

Finalmente ti chiedo di ringraziare il consiglio che lui mi ha datto di " munire le (mie) proprie argomentazioni e condanne di un più consistente approfondimento teologico".

Gli dicca che farò il mio possibile per seguire il suo buon consiglio.

So che un laico no può dare dei consigli a un sacerdote -- e meno ancora a un sacerdote--teologo, che sia di Y o di Netuno -- ma anche i laici devono pregare per i teologhi e per i preti. Dunque, sapia lui, che preguerò a Dio che gli dia una grande chiareza dottrinale, che lo guardi nella vera fede, com un sensus fidei molto esatto, e -- quello che è conseguenza naturale del amore per la verita, che il Dio di misericordia gli dia forza per combattere l'eresie dovunque sianno, e difese per qualunque sia. Anche se difese per amici di Paolo VI.

In Corde Jesu, semper, tuo fratello

Orlando Fedeli