2 Parere del Teologo,
aggiunto al e-mail del Vescovo.
Ecc.za Rev.ma
Ho preso in esame il plico con la versione portoghese
originale e quella spagnola dell'articolo di Orlando Fedeli (Cadernos Monfort), Maurice
Zundel: "Um herege escandaloso e descarado", che si riferisce a diverse opere di
tale abbè, talune già tradote in italiano, altre, come "Un autre regard sur
l'Eucharistie", nel francese originale.
Come qui si rileva, accentuando lo stupore e lo sconcerto,
si tratterebbe secondo l'autore del saggio, del fatto che un "eretico scandaloso e
sfrontato", come egli lo qualifica, sia stato amico dalla giovinezza di Giovanni
Battista Montini. poi papa Paolo VI, e ne sia stato chiamato a predicare un
"ritiro" al Pontefice e alla Curia Romana.
Dobbiamo dire loro con sincerità e risolutezza che non
condividiamo affatto i giudizi denigratori su Zundel, che ci sembrano determinati da una
pregiudiziale negativa per la quale affermazioni e considerazioni di carattere spirituale
e a tratti mistico sono interpretate sempre nel senso deteriore, eretico o quasi
eterodosso, mentre potrebbero ottimamente produrre un significato accettabile, e anzi
spesso edificante, se non fossero, come qui talora avviene, estrapolate dal contesto e
soprattutto colte nel loro intento e nel genere letterario che loro compere e
lautore che scrive da fedele "scandalizzato" e professa di non esser
teologo, anche se conosce San Tommaso dAquino, cita per esempio la frase di Zundel, I1
volto di Dio nel quotidiano, riferita all'Eucaristia è "Si tratta di una
trasformazione di noi stessi in Cristo", come se fosse eretica, ma non sa che fu
sant'Agostino ad asserire che, contrariamente a quel che avviene per altri cibi, non siamo
noi a trasformare Cristo nel nostro corpo, ma è Lui a trasformarci in sé, in particolare
facendo di noi Comunità, il Corpo mistico...
In generale lo scritto ci pare un esercizio cavilloso di
logica male spesa, con il presupposto di una concezione "carnale", nel senso di
materialistica, dei Sacramenti, della Liturgia, in genere delle verità di fede.
Quanto poi alle accuse a Polo VI, che evidentemente nascono
da un ripudio globale del Concilio Vaticano Il e della sua attuazione pratica voluta da
quel Pontefice, le respingiamo in blocco.
In particolare, conosce l'autore l'enciclica di Paolo VI, Mvsterium
fidei, sull'Eucaristia, e precisamente le puntualizzazioni sulla transustanziazione
tenuta ferma contro alcune proposte di transgnificazione e transfinalizzazione?
Tutta la spiritualità personale, oltre che i
pronunciamenti autoritativi magisteriali, di Paolo VI, è una smentita continua delle
insinuazioni di Orlando Fedeli.
Egli poi, a suffragare le sue tesi, fa riferimento anche. a
espressioni o gesti di irriverenza, che giudica segni di mancanza di fede, da parte di
sacerdoti brasiliani; ovviamente, si tratta di responsabilità individuali, eventualmente,
che non implicano una "colpevolezza" delle dottrine conciliari in quei casi
distorte o indebitamente ridotte.
Senza volere detrarre in nulla allintenzione
dellAutore e dellAssociazione, quelle di esercitare una sollecita vigilanza
sullortodossia e sullortoprassi nella Chiesa, li esortiamo comunque a superare
talune ipersensibilità d'attaccamento tradizionalistico, più che di amore illuminato
alla vera tradizione, e a munire le proprie argomentazioni e condanne di un più
consistente approfondimento teologico.
X
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3 Risposta del sito Montfort
(E-mail di Marcelo Fedeli) al Vescovo Ausiliare di Y (10/06/02)
----- Original Message -----
From: Marcelo Fedeli
To: XXX
Sent: Monday, June 10, 2002 10:16 AM
Subject: Re: In risposta alla sua del 2 /6/ 2002
Eccza. Revma.
Vescovo Ausiliare di Y
Vi ringrazio della Vostra gentilezza di scrivirmi e, in
più, del Vostro interesse sù l'articolo "Padre Maurice Zundel: un ereje escadaloso
y descarado", chiedendo al Vostro teologo () di esaminarlo di forma critica. Questo
dimostra la preoccupazione d'un vero pastore con la dottrina della Chiesa per il bene
delle anime delle Vostre peccore.
Se mi riferisco a V. Eccza senza nominarlo è per il fatto
che, certamente per un sbaglio di digitazione, V. Eccza. e il Vostro teologo non avete
messo i Vostri nomi nelle lettere che ci avette scritto.
Con alegria ed interesse mi misi a legere la critica del
teologo . Con alegria, perche larticolo era sommesso ad una autorità della materia,
e, con interesse, perche d un teologo si spera unannalise oggetiva, chiara e
profonda.
Ma, si V. Eccza. mi permete, e con tutto il rispeto dovuto
ad un teologo, che, penso, sia anche prête, mi sono profondamente diluso.
La materia, Eccza., è grave e larticolo la trata
così, con più di 60 (sessanta) citazione di 5 (cinque) libri del prete Zundel,
confrontandole con diversi doccumenti ufficiali del magistero extraordinario della Santa
Romana Chiesa.
Eccza., comme ho detto, con tutto il rispeto al Vostro
teologo, la sua critica è solo una negativa soggetiva e generale del articolo, non
indicando mai, oggetivamente, dove e perche ci sono degli errore o debolezza nel articolo
in questione, com prove che potrebbero sustentare il suo parere.
Come la critica si riferiva anche alla personna del autore
del articolo, mi permisi di rimeterla a lui, di cui aggiungo la risposta.
Eccza. Revma., vi ringrazio unaltra volta della
vostra solicitudine e, inginochiandomi e bacciando il vostro annelo di Pastore, Vi chiedo
di pregare per me, per noi della Montfort, come noitutti preghiamo per tutta la Santa
Chiesa di Gesù Cristo, che doppo due milla anni tutti i giorni ripete le parole del sua
divino fondatore: "Hoc est enim corpus meum"...
Con la Vostra benedizione
In corde Iesu semper
Marcelo Fedeli
Aggiunto: Risposta di Orlando Fedeli (autore dell'articulo
"Pe. Maurice Zundel: un ereje escandaloso y descarado") 5 pagine.
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4 Aggiunto al e-mail sopra: Risposta di
Orlando Fedeli, autore del articolo "Pe. M. Zundel:...", sù il parere del
teologo, consultore del Vescovo Ausiliare di Y.
Carissimo Marcelo,
salve Maria !
Perdonami se ti scrivo in italiano, sicuramente con tanti
errori di grammatica e di ortografia. Ma mi sembra conveniente di farlo nella lingua della
nonna, afinchè le personne che ti hanno scritto possono comprendere meglio che se
scrivesse in portoghese.
Ti ringrazio di m'aver communicatto il comentário crítico
del teólogo della Diocese di Y, al mio articulo sopra Zundel e l' Eucaristia. Anche se
lui non há firmato il suo parere teologico, ti richiedo che lo ringrazii per i suoi
consigli, e la gentilezza di leggere il mio lavoro. Tu gli puoi dire che avró in conta la
sua raccomandazione di fare delle citazioni della Encíclica Mysterium Fidei di
Paolo VI. Ho trovato questa racomandazione così oportuna, che penso inserire subito,
delle citazioni della Mysterium Fidei nel lavoro, specialmente quelle che vanno
chiarissimamente contro la dottrina di Zundel.
Davero, no ci avevo pensato a questa encíclica, tanto
importante, e che conferma le condannazzioni delle eresie di Zundel. L'avevo dimenticata,
certo, - e mi rincresce d'averla scordata -- perché il clero progressista, non soltanto
ha messo in oblio l' insegnanze di Paulo VI in questa enciclica, quanto ha abbandonatto
gli ordinamenti detterminatti dal Pontefice, in questo documento. Io stesso non mi
ramentavo più -- per questo motivo -- di tante cose eccelenti che Papa Montini aveva
scritto in questa enciclica, che sembreva seppelita per sempre dal clero modernista.
Dicca, dunque che lo ringrazio, e che faró degli citazzioni della Mysterium Fidei,
confirmando l'eresie di Zundel. Comunque, mi pare che è molto più grave non seguire la
dottrina sull' Eucaristia, insegnata per la Chiesa e ripettutta da Paulo VI, e non ubidire
a tutto quelo che il Papa Paolo VI há commandato di fare, che soltanto di scordarsi di
citare questa enciclica.
Ti chiedo di spiegare al teologo X - peccato che lui non ha
firmato il suo commentario -- che ho fatto una critica a Paolo VI, per il fato che Lui h'a
invitato Zundel per pregare in Vaticano, e che non lo h'a punito per i suoi errori. Quelle
che Paolo VI insegnò nella Mysterium Fidei è eccellente. Ma non basta insegnare
il vero. É necessario condannare gli errori. E Zundel há scritto delle cose exatamente
al contrario a linsegnamento della Mysterium Fidei.
Devo anche dir gli che non ho denigritto Zundel. I miei
commenti sono fondamentatti nelle sue parole, citando largamente i suoi libri.
Il Teologo D.G. C. pretende che Zundel há detto delle cose
in senso mistico, quando Zundel nega la transubstanziazione.
Devo anche ripudiare la sua affermativa che io ho
"strapolato dal contexto": le frasi di Zundel. Questo non è vero. Zundel ripete
sempre le stesse eresie nelle sue opere. Il teologo dovrebbe aver citato degli esempi di
strapolazione, però non ha fato cosi. Si è limitato ad acusarmi senza dare le prove.
Il teologo D.G. C. dice ancora che, delle frasi di Zundel
che io avrei strapolato del contexto, "potrebbero ottimamente produrre un significato
accettabile, e anzi spesso edificante".
Mi stupisce questo commentario che va contro quello che ha
raccomandato lo stesso Paolo VI..
Paolo VI nella enciclica Mysterium Fidei, che il teologo mi
raccomanda di leggere, di ricordare, e di citare, dice esattamente che i teologhi devonno
mantenere un linguaggio chiaro, per non causare sacandalo.
"Salva l 'integritá della fede, è necessario anche
serbare un esatto modo di parlare, affinchè usando parole incontrolatte non ci vengano in
mente, che Dio non permetta, false opinioni riguardo alla fede dei più alti misteri.
Torna a proposito il grave monito di S. Agostino quando considera il diverso modo di
parlare dei filosofi e del cristiano. "I filosofi, egli dice, parlano liberamente
seza timore di offendere orecchi religiosi in cose molto dificili a capirsi. Noi invece
dobbiamo parlare secondo una regola determinata, per evitare che la libertà di linguaggio
ingeneri qualche opinione empia anche intorno al significato delle parole".
"La norma di parlare dunque, che la Chiesa com lungo
secolare lavoro, non senza l'aiuto dello Spito Santo, ha stabilito, confernandola com
l'autorità dei concilii, norma che spesso è diventata la tessera e il vessilo della
ortodossia della fede, dev'essere religiosamente osservata, nè alcuno, secondo il suo
arbitrio o col pretesto di nuova scienza, presuma di cambiarla. Chi mai potrebbe
tollerare che le formule dogmatiche usate dai concilii ecumenici per i misteri della SS.
Trinità e dell'Incarnazione siano giudicate non più adatte agli uomini del nostro tempo
ed altre siano ad esse temerariamente surrogate? Allo stesso modo, non si può tollerare
che un privato qualunque possa attentare di proprio arbitrio alle formule com cui il
Concilio Tridentino ha proposto a credere il mistero eucaristico. Poichè quelle formule,
come le altre di cui la Chiesa si serve per enunciare i dogmi di fede esprimono concetti
che non sono legati a una certa forma di cultura, non a una determinata fase di progresso
scientifico, non all 'una o all'altra scuola teologica, ma presentano ciò che l 'umana
mente percepice della realtà nell'universale e necessaria esperienza: e però tali
formule sono intelligibili per gli uomini di tutti tempi e di tutti i luoghi."(Paolo
VI, Mysterium Fidei, n 0 . Il grossetto è di mia responsabilità).
Dunque, Zundel non ha ubidito a questo insegnamento di suo
amico Paolo VI, ed ha adoperatto un linguaggio equivoco e scandaloso. Mi perdoni il
teologo di Y, ma, più che criticare a me, lui dovrebbe aver criticato e condanato
l'eresie di Zundel.
Lui dice al suo Vescovo che certe frasi di Zundel possono
avere un senso acetabile. Ma quando una frase di un teologo há un primo senso eretico, ed
un altro, possibilmente buono, la frase ha odore d'eresia, e dev'essere condanatta. Il
teologo non ha diritto di esprimerssi d'un modo equivoco.
E Zundel non è soltanto equivoco nel parlare: lui è
chiaramente eretico.
Ringrazio, dunque, il teologo di Y che mi racomandò di
rileggere la Mysterium Fidei, mi ha dato la possibilità di prendere Zundel in
nuovo fallo: quello di disubidire la dottrina di suo amico Paolo VI.
E dopo, mi causa una triste sorpresa il leggere queste
parole del teologo di Y, per diffendere Zundel :
"(...) fu sant'Agostino ad asserire che,
contrariamente a quel che avviene per altri cibi, non siamo noi a trasformare Cristo nel
nostro corpo, ma è Lui a trasformarci in sé, in particolare facendo di noi Comunità, il
Corpo mistico..."
Sorpreso perchè il teologo di Y confonde le cose:
Zundel parla di una transustanziazione di noi e del Cosmos
in Cristo, in un modo ontologico, che lo fa chiaramente un panteista, o un gnostico,
intanto che Santo Agostino parla di nostra trasformazione mística, al fare la communione.
Mai Santo Agostino non ha detto, o nemeno pensato, che, con le parole della consacrazione
alla Messa, eravamo tutti, e tutta l' umanità, e anche il cosmos, trasformati
ontologicamente nel corpo di Cristo.
Anch' ío devo dire "con sincerità e
risolutezza" che non acceto "affatto i giudizi denigratori" che
il teologo di Y esprime sulla mia persona, quando scrive al suo Vescovo:" In
generale lo scritto ci pare un esercizio cavilloso di logica male spesa, con il
presupposto di una concezione "carnale", nel senso di materialistica, dei
Sacramenti, della Liturgia, in genere delle verità di fede".
Questo è un giudizio assurdo che lui fa di me.
Cosa signfica per lui "una concezzione
"carnale" nel senso di materialistica" dei sacramenti"? Come
può concludere soalmente di un "plico' questa conclusione assurda sopra il mio
pensiero ?
E come , lui che è così arguto, non ha visto le multiple
scandalose eresie di Zundel ? Nelle eresie di Zundel , lui cerca un senso mistico buono...
Mi pare che il teologo di Y usi di doppio peso nel
giudicare.
Questi suoi giudizi li "respingiamo in blocco".
Il teologo a due pesi, mi domanda:
"In particolare, conosce l'autore l'enciclica di
Paolo VI, Mvsterium fidei, sull'Eucaristia, e precisamente le puntualizzazioni
sulla transustanziazione tenuta ferma contro alcune proposte di transgnificazione
e transfinalizzazione?"
Si, io le conosco, si. E Zundel doveva anche lui
conoscerle.
Ma non ne faceva caso.
Vedi tu, crissimo Marcelo, como le parole di Paolo VI nella
Mysterium Fidei sembrano indirizzate a Zundel:
"Tuttavia, fratelli venerabili, non mancano, proprio
nella materia che ora trattiamo, motivi di grave sollecitudine pastorale e di ansietà,
dei quali la coscienza del nostro dovere apostolico non ci permette di tacere. Ben
sappiamo infatti che tra quelli che parlano e scrivono di questo sacrosanto mistero ci
sono alcuni che circa le messe private, il dogma della transustanziazione e il culto
eucaristico, divulgano certe opinioni che turbano lanimo dei fedeli ingerendovi non
poca confusione intorno alle verità di fede, come se a chiunque fosse lecito porre in
oblio la dottrina già definita dalla chiesa, oppure interpretarla in maniera che il
genuino significato delle parole o la riconosciuta forza dei concetti ne restino snervati.
Non è infatti lecito, tanto per portare un esempio, esaltare la messa così detta
"comunitaria" in modo da togliere importanza alla messa privata; né insistere
sulla ragione di segno sacramentale come se il simbolismo, che tutti certamente ammettono
nella ss. eucaristia, esprimesse esaurientemente il modo della presenza di Cristo in
questo sacramento; o anche discutere del mistero della transustanziazione senza far cenno
della mirabile conversione di tutta la sostanza del pane nel corpo e di tutta la sostanza
del vino nel sangue di Cristo, conversione di cui parla il Concilio di Trento, in modo che
essi si limitino soltanto alla "transignificazione" e
"transfinalizzazione" come dicono; o finalmente proporre e mettere in uso
lopinione secondo la quale nelle ostie consacrate e rimaste dopo la celebrazione del
sacrificio della messa nostro Signore Gesù Cristo non sarebbe più presente".( Paolo
VI, Mysterium Fidei, n0 . Il grossetto è mio).
Io credo che sia lui -- il teologo di Y -- che si è
scordato che Zundel ataccava il culto eucarístico como idolatrico, e il dogma della
transustanziazione di un modo sfrontato.
Gli sarebbe suficiente comparare le citazioni di Zundel nel
mio "plico" con la Mysterium Fidei per constatare che Zundel se ne
fischia di questa enciclica di Paolo VI, come di tutto quello che la Chiesa semper há
insegnato sopra l 'Eucaristia.
Il teologo X. dice ancora:
"Tutta la spiritualità personale, oltre che i
pronunciamenti autoritativi magisteriali, di Paolo VI, è una smentita continua delle
insinuazioni di Orlando Fedeli."
No ho fatto delle insinuazioni: ho parlato chiaro. Forse un
po troppo chiaro per certe orecchie moderne.
Zundel condamna una concezzione materialista che si sarebbe
svolta in torno al culto eucaristico rendendolo idolatrico.
Concorderebbe il nostro teologo che questo sia vero? Acceta
lui la tesi, difesa da Zundel, che la Chiesa ha permesso un culto materialistico e
idolatrico della Ostia Santa?
E le irreverenze contro l 'Eucaristia non sono fatte
soltanto nelle chiese di Sud America, ma anche -- e molte-- in Europa, e spesso anche in
Italia. E se lui nega che queste irreverenze siano state frutto del così detto
"spirito del concilio", penserei che lui non è teologo a Y, ma forse nel
pianetta...Netuno.
Finalmente ti chiedo di ringraziare il consiglio che lui mi
ha datto di " munire le (mie) proprie argomentazioni e condanne di un più
consistente approfondimento teologico".
Gli dicca che farò il mio possibile per seguire il suo
buon consiglio.
So che un laico no può dare dei consigli a un sacerdote --
e meno ancora a un sacerdote--teologo, che sia di Y o di Netuno -- ma anche i laici devono
pregare per i teologhi e per i preti. Dunque, sapia lui, che preguerò a Dio che gli dia
una grande chiareza dottrinale, che lo guardi nella vera fede, com un sensus fidei molto
esatto, e -- quello che è conseguenza naturale del amore per la verita, che il Dio di
misericordia gli dia forza per combattere l'eresie dovunque sianno, e difese per qualunque
sia. Anche se difese per amici di Paolo VI.
In Corde Jesu, semper, tuo fratello
Orlando Fedeli
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