Montfort

Cartas


DICHIARAZIONE DI JEAN GUITTON SUL MODERNISMO NEL VATICANO II
E-mails scambiati con il Don Carlo Molari (Italia)

 

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1 - Lodato sia Gesù Cristo!

Prendo la libertà d’informarvi che abbiamo publicato nel site http://www.montfort.org.br/veritas/jeanguitton4.html una importantissima dichiarazione, o meglio, una confessione, di Jean Guitton, amico intimo di Paolo VI, su il caratere modernista del Concilio Vaticano II, transcrita sotto (nel originale francese).

Ricordo che Jean Guitton, a participato di quel Concilio.

« Mais de nos jours, ce qu’on appelle modernisme en histoire religieuse a un sens très particulier. On appelle de ce nom une doctrine et un parti qui ont été condamnés par le pape Pie X dans l’encyclique Pascendi. Le pape Pie X — qui a été canonisé — désigne le modernisme comme une hérésie qui a un double caractère : celui d’être une synthèse, une somme de toutes les hérésies, et celui de se cacher à l’interieur de l’Église comme une trahison.

(...) Et je désire m’exprimer librement et nettement à ce sujet.

Lorsque je relis les documents concernant le modernisme tel qu’il a été défini par saint Pie X, et que je les compare aux documents du concile de Vatican II, je ne peuz manquer d’être déconcerté. Car ce qui a été condamné comme une hérésie en 1906 est proclamé comme étant et devant être désormais la doctrine et la méthode de l’Église. Autrement dit, les modernistes de 1906 m’apparaissent comme des précurseurs. Mes maîtres en faisaient partie. Mes parents me l’enseignaient. Comment Pie X a-t-il pu repousser ceux qui maintenant m’apparaissent comme des précurseurs ? »

(Cfr. Portrai du Père Lagrange, Jean Guitton, Éditions Robert Laffont, Paris, 1992, p. 55 – 56).

In corde Iesu semper
Marcelo Fedeli
S. Paulo - Brasil

 

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1 A – Risposta di Don Carlo Molari

From: Molari Carlo
To: Marcelo Fedeli
Sent: Tuesday, September 24, 2002 4:41 PM
Subject: Re: Dichiarazione di Guitton su Pio X

Carissimo Marcelo,

grazie della segnalazione e del testo. Mi pare però che l'accusa di Guitton non sia contro il Vaticano II bensì contro Pio X, che ha condannato severamente un movimento di pensiero che (pur nella acerbità degli inizi) conteneva verità di metodo innegabili. I contenuti erano molti più discutibili perché il metodo storico critico era applicato in modo ancora imperfetto e approssimativo. La valutazione di Guittono mi sembra giusta.

Saluti affettuosi e auguri

Carlo Molari

 

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2 – Risposta Marcelo Fedeli

From: Marcelo Fedeli
To: Molari Carlo
Sent: Wednesday, October 02, 2002 12:40 PM
Subject: Re: Dichiarazione di Guitton su Pio X

Rev.do Dom Carlo Molari

Lodato sia Nostro Signore Gesù Cristo!

Vi ringrazio di avere risposto al mio e-mail, riguardo a quella importante dichiarazione di Guitton sul metodo e la doctrina modernista nei documenti del Concilio Vaticano II.

Infatti, l'accusa di Guitton è contro S. Pio X per condanare "i precurssori" del Modernismo, e nò contro il Vaticano II per avere introdotto nella Chiesa "il metodo e la doctrina " di quello erético movimento.

Però, sono rimasto perplesso con la vostra tentativa di giustificare la condanazione di S. Pio X, affermando che, in quel tempo, "I contenuti erano molti più discutibili perché il metodo storico critico era applicato in modo ancora imperfetto e approssimativo", implicitamente concludendo che, nel tempo del Concilio Vaticano II, quelle imperfezione nella applicazione del metodo storico critico erano stati risolte o suplantate.

Ma il metodo storico critico del Modernismo, quando della sua condanazione e anche nel tempo del Vaticano II, si fondava nei stessi pricipi, come per esempio, la distinzione del Christo storico e del Cristo della fede, noddo del  guazzabuglio teologico di oggi.

Ed i "precorssori" del Modernismo del Vaticano II, aluditi da Guitton, come Alfred Loisy, per esempio, avevano un programma per implantare una nova religione che, sotterranea e sinuosamente, a percorso la prima mettà del secolo XX, triunfando nel Vaticano II, come ha detto Guitton, e confermatto da voi.

Di Alfred Loisy, Guitton diceva che "lui taglia le pietre della futura catedrale" ("Journal de ma vie", Desclé, Bar-le-Duc, 1976, p. 67). E che cosa sono queste "pietre" sinò i principi , e che cos' è la "futura catedrale" sinò questo vasto tempio modernista, vera Babele ecumenica pos conciliare, oggi chiamata umanità?

Non mi sembra un valido argomento dire che, nel principio del novecento "il metodo storico critico era applicato in modo ancora imperfetto e approssimativo", perché lo stesso de Lubac, che ha vissuto molti anni doppo Loisy, và cercare i fondamenti del suo metodo ancora più in dietro... ma secoli in dietro, con Joachino di Fiora (secolo XIII), o Pico de La Mirandola ( secolo XV), e li trova, perche "nihil nove sub sole", anche nelle eresie!

E tutti i modernisti pos precorsori, sempre si sono fondamentatti nei suoi precorsori: Loisy, Baudrillart, Rousselot, Blondel, Maréchal, Newmann, Teillhard de Chardin, ecc. uno sempre citando l'altro, o gli altri, e mai, nemeno benevolentemente, presentando certe riserve rivolte al "metodo storico ancora imperfetto..." dei loro precorsori.

Ma, l'importante per noi, semplice fedeli della Santa Romana Chiesa, è che voi, con tutta la sincerità, per il che vi sono ricognoscente, affermate che "la valutazione di Guittono" vi "sembra giusta", o sia, che "i documenti del Vaticano II hano introdotto nella Chiesa il metodo e la doctrina del Modernismo, condanatti da S. Pio X".

Vi ringrazio della vostra atenzione e sincerità nel rispondere al mio e-mail.

In corde Iesu semper
Marcelo Fedeli
S. Paulo - Brasil